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Anche il cane e il gatto vanno dallo psicologo

Anche il cane e il gatto vanno dallo psicologo

cure psicologiche cane e gatto

Anche gli animali domestici, soprattutto se hanno un passato difficile alle spalle, come abbandoni, vita in canile o gattile, possono manifestare dei disagi psicologici che richiedono le cure di un esperto “comportamentalista”, ossia di un veterinario-psicologo che aiuta te e il tuo amico a quattro zampe a ritrovare la serenità e la gioia. Trovi tante info utili, compresi i recapiti di esperti a cui rivolgerti, anche sul sito http://www.scivac.it/sisca/, della Società Italiana di Scienze Comportamentali.

Quali sono i “sintomi” e cosa può scatenare il problema nel “Micio”. Un trauma vissuto nelle fasi di svezzamento (ad esempio è stato staccato troppo presto dalla mamma), un cambio di ambiente (i mici sono molto legati al territorio) o la vita domestica “forzata”, senza possibilità di uscire per cacciare topolini o per arrampicarsi sugli alberi, per esempio, possono scatenare nel micio improvvisi attacchi di aggressività, oppure  renderlo indolente, inappetente o indurlo a compiere piccoli “dispetti”, come fare i bisognini fuori dalla lettiera.

cure psicologiche cane e gatto

I sintomi di “Fido”.  Per il cane, in particolare (ma anche per il gatto),  è la noia di stare molte ore da solo, senza un compagno per giocare, le passeggiate troppo brevi, l’arrivo di un bambino in famiglia, che possono far emergere problemi comportamentali latenti, tipo la sindrome dell’abbandono o una  forte possessività, ed indurlo, ad esempio, ad abbaiare con troppa insistenza, a essere iperattivo o aggressivo.

Le cure. Dopo aver visitato e osservato il cane o il gatto e averti intervistata, il veterinario comportamentalista programmerà una visita a casa tua per capire la personalità dell’animale anche nel contesto in cui vive.  Quindi imposta la terapia, che può essere solo comportamentale, cioè basata su tutta una serie di strategie di relazione e gestione che porteranno l’animale a modificare i suoi comportamenti. Per esempio, gli insegnerai a scaricare l’aggressività predatoria verso oggetti inanimati, come topolini meccanici, palline, anziché verso di te, o a fare i bisognini dentro la lettiera, premiandolo con un cibo che adora tutte le volte che “sta al gioco” o rispetta questa buona regola. Oppure, se i disagi e le reazioni dell’animale lo richiedono, associata alla somministrazione per un breve periodo di farmaci ansiolitici o antidepressivi.

Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico veterinario. È sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico di fiducia.

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