Scopri il tuo biotipo cutaneo e imposta la tua skincare personalizzata
Lo ripetono come un mantra i dermatologhi: una texture liscia come la seta, un bagliore vibrante e un colorito vivace e uniforme, cioè i segni distintivi di una pelle di qualità anche in età matura, in parte dipendono dai geni e in altra (buona) parte dalle attenzioni che le dedichi fin da giovane.

Le sane e corrette abitudini, a partire da quelle cosmetiche, prevalgono, infatti, rispetto ai geni nello sfavorire o incentivare l’aspetto fresco della pelle, come scoperto dall’epigenetica, che studia come l’esposizione ai fattori ambientali e lo stile di vita influenzino l’espressione dei 20mila geni contenuti nel nostro DNA.
Sebbene appia forse un po’ scontato, il primo step per impostare una skincare antietà efficace è individuare il proprio biotipo cutaneo. Una beauty routine non tarata sul proprio tipo di pelle può rivelarsi, oltre che meno incisiva, anche potenzialmente dannosa, perché può favorire un’eccessiva produzione di sebo, disidratazione, sensibilizzazione.
Per individuare a colpo sicuro la propria tipologia, la figura di rifermento è, naturalmente, il dermatologo. Ma in attesa di consultarlo, puoi osservare e toccare la pelle del tuo viso per eseguire un mini-test di massima, che ti aiuti a focalizzare meglio le cure di cui ha bisogno. Con l’aiuto della nostra esperta ne abbiamo preparato uno apposta per te.
MINI-TEST: Individua il tuo biotipo
- Sul viso perfettamente deterso da una mezz’oretta, premi delicatamente una salvietta opacizzante passando in rassegna le diverse zone. Poi osservala esponendola alla luce: cosa noti?
- La salvietta è pulita, ma la pelle che è stata premuta è rossa e brucia.
- La salvietta è intonsa e la pelle è esattamente come prima.
- Ha tracce di untuosità, soprattutto dopo averla passata sulla zona T.
- La salvietta è molto unta.
- La velina è pulita, ma la pelle “tira” e si è un po’ desquamata.
- Si sono formati dei temporanei avvallamenti nelle zone premute con la salvietta, che comunque è pulita.
- Se ti sfiori la pelle con un dito, cosa noti?
- a) Al tatto è piuttosto ruvida e si arrossa immediatamente.
B 1) Avverto una piacevole sensazione di elasticità. B 2) Percepisco che la pelle è troppo morbida, poco resistente.
- c) Se sfioro le guance o la mandibola non sento nulla di rilevante, mentre dopo aver toccato naso, fronte e mento rimane un velo di untuosità sulle dita.
- d) Lascia un residuo molto oleoso sulle dita.
- e) Si desquama e si formano delle grinzette. Al tatto avverto una marcata irregolarità della superficie.
- f) Si forma una sorta di avvallamento e sfiorandola percepisco flaccidità.
3) Adesso osserva l’ovale del tuo viso. Come appare?
- a) I contorni sono definiti, ma la pelle è sottile e se solo la sfioro si arrossa.
B 1) La texture della pelle trasmette l’idea di compattezza. B2) La trama appare delicata, quasi un velo.
- c) C’è solo qualche rughetta sul contorno occhi, ma ho molti punti neri sul naso.
- d) Tutto sommato è tonico nel suo insieme, ma ho i pori dilatati, parecchi comedoni e spesso anche dei brufoli.
- e) Ho le guance e la mandibola un po’ rilassate, la pelle “tira” e il colorito è opaco.
- f) Le guance sono scavate, i contorni rilassati e ho diverse macchie scure.
Risultato.
Maggioranza di risposte A): hai la pelle sensibile o intollerante, che crea discomfort arrossandosi e spesso anche prudendo.
Maggioranza di risposte B e B 1): hai una pelle robusta. Maggioranza di risposte B e B2): la cute è sottile e delicata.
Maggioranza di risposte C): hai la pelle mista: più untuosa nella zona T, da normale a secca sul resto del viso.
Maggioranza di risposte D): la pelle è grassa e/o a tendenza acneica.
Maggioranza di rispose E): la tua pelle è secca, disidratata o asfittica. Le reazioni a primo impatto appaiono simili, ma le cause possono essere molto diverse, perché la tua cute può essere carente di lipidi o essere invece solo disidratata o al contrario appare secca ma in realtà è asfittica, poco ossigenata.
Maggioranza di risposte F): hai la pelle atona e disomogenea. La tua cute, soprattutto se sei già in menopausa, ha perso importanti percentuali di lipidi, di collagene, di elastina e di acido ialuronico.

… e fai un upgrade della skincare
pelle sensibile o intollerante
Sia per la pelle sensibile che intollerante vanno utilizzate solo formule dedicate, che in genere sono “minimal”, con un INCI corto. Preferisci le texture leggere, che non ostacolino la traspirazione cutanea. Un rimedio SOS e passe-partout sono le acque termali spray: idratanti e lenitive, danno sollievo immediato anche nebulizzate più volte al giorno, soprattutto se la pelle brucia e tira.
Pelle spessa e robusta o sottile
Una pelle tonica è una benedizione, ma se è tendenzialmente scura o olivastra è particolarmente esposta al rischio di iperpigmentazioni e di opacità. Per una bonne mine e un incarnato uniforme, usa detergenti delicati e allo stesso tempo leviganti, senza dimenticare l’appuntamento settimanale con un peeling, utile per ridurre lo spessore delle macchie ed eliminare lo strato di cellule cornee per risvegliare la luminosità. Tutti i giorni, poi, stendi sieri “effetto luce”, a base per esempio di vitamina C abbinata al tè verde o alla curcuma. Per irrobustire e rendere più elastica una pelle sottile punta a sostenerne i meccanismi rigenerativi, facendole fare il pieno di vitamine antiossidanti, come la A, la E e la C, e “ricaricala” con ingredienti ridensificanti ed elasticizzanti, come i peptidi e il bakuchiol, che stimola i fibroblasti a produrre collagene. 
Pelle grassa o mista o asfittica
La detersione, per questi biotipi cutanei, è la stessa: scegli le formule per pelli impure, ma sempre ultra-delicate, per evitare l’effetto rebound. Per le pelli oleose ok a un paio di maschere settimanali purificanti e a sieri e creme oil free e “cariche” di ingredienti sebonormalizzanti, purificanti e insieme idratanti, come la niacinamide, la calendula, il resveratrolo. Se la pelle è mista, punta su creme idratanti, ma che risultino anche protettive e nutrienti, e dedica cure mirate la zona T con patch purificanti, scrub e peeling esfolianti (e metti in borsetta le salviette opacizzanti SOS). Per la pelle asfittica, la crema giusta non deve mai essere occlusiva e dovrebbe unire attivi sebo-equilibranti ad altri iper-idratanti. I migliori sono l’acido ialuronico o l’aloe. Per tutte, di rigore, un gommage settimanale.
Pelle secca o disidratata
Gli irrinunciabili della detersione sia per le pelli secche che disidratate sono le mousse e gli oli a risciacquo, che sostengono il film idrolipidico. Il must dei sieri è l’acido ialuronico se la pelle è disidratata; un olio vegetale, come quello d’oliva, se è secca. A seguire, scegli una crema che includa una buona quota di materie grasse nobili, come fosfolipidi, ceramidi, Omega 3 e 6.
Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico o comunque professionale. E’ sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di uno specialista o professionista di riferimento