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Mode e modi del profumo. Le tendenze autunno inverno e come profumarsi ad arte

Mode e modi del profumo. Le tendenze autunno inverno e come profumarsi ad arte

La stagione si annuncia ricca di profumi con costruzioni complesse e dalle tante “personalità”, spesso in bilico tra note olfattive familiari ed elementi inediti, quasi spiazzanti. Un’offerta multitasking, com’è giusto che sia, perché non c’è nulla di più personale di un profumo. D’altro canto, tra i cinque sensi, l’olfatto è quello che veicola il maggiore valore emozionale e rappresenta il linguaggio più istintivo che abbiamo a disposizione: per questo il profumo “perfetto” segue le evoluzioni psicologiche, eccita le aspirazioni. Morale: è tendenzialmente mutevole. Per lo stesso motivo, declina le mode interpretando gli stili, gli “umori”, di epoche e stagioni.
Mode: le grandi tendenze contemporanee.
Continua il successo dei profumi di lusso ed esclusivi e delle edizioni limitate, nelle quali le fragranze sono jus haute couture. Ma tra le tante keyword dell’autunno-inverno 2019-2020 spicca quella dell’ottimismo con fragranze “golose”, ludiche, sensoriali e sempre più attente a stimolare emozioni positive o addirittura la felicità. Il veicolo sono gli accordi e i ritmi olfattivi frizzanti e agrumati, oppure caldi e avvolgenti, tutti comunque capaci di moltiplicare l’inclinazione naturale del profumo, che è proprio la capacità (riconosciuta) di stimolare le endorfine del benessere. Atra tendenza: lo sviluppo di scent con palette che rinnovano le note classiche come la tuberosa e la rosa insieme a sfide olfattive con utilizzi di ingredienti nuovi e insoliti, come blue sequoia, camomilla, caffè, papavero. Si riconfermano anche le costruzioni che ricordano gli spazi verdi, con specie botaniche meno esotiche e più locali, come il limone, la rosa, i germogli, la lavanda, quest’ultima sempre più protagonista (riscoperta) nei profumi. E come per le opere d’arte, anche la “cornice” ha il suo valore: così i packaging sono sempre più piacevoli da guardare e toccare, in un crescendo di multi-sensorialità che dall’olfatto si estende al tatto e alla vista (e al gusto, quando il boquet lo ricorda).
Modi di profumarsi: gestualità sì, gestualità no.
Ma per esprimersi al meglio, il profumo deve seguire precisi rituali e corrette gestualità. Ecco quali.
• La fragranza va posta a contatto con un punto venoso, più caldo rispetto ad altre parti del corpo, così da favorirne la dispersione, ricordando che, essendo su base alcolica, si diffonde verso l’alto: per questo, possiamo osare anche piedi, caviglie, inguine, decolleté, secondo la zona che vogliamo sia raggiunta dall’essenza.
• Sconsigliata, invece, la zona dietro le orecchie dove la pelle, essendo molto ricca di sebo, impedisce la corretta diffusione dell’essenza. Divieto anche per le ascelle, per la presenza di ghiandole che si possono facilmente irritare, e per i capelli, perché l’alcol e le essenze possono rovinarne la cuticola (per questi ultimi, utilizzare solo scent dedicati).
• No all’eau de parfum o de toilette subito dopo un bagno o una doccia calda, ma aspettare che la temperatura corporea torni a valori di normalità, perché in questa fase l’alcol può sensibilizzare la pelle
• Attenzioni particolari anche per il bon ton: solo dopo le venti è concesso lasciare la scia con profumazioni intense, mentre per accompagnare i movimenti dinamici del giorno preferire quelle più leggere, che non “invadono” olfattivamente gli spazi altrui. Sempre per la sera e per gli incontri galanti, sì al profumo spruzzato sulla lingerie, ma a patto che non sia di seta, perché si può macchiare. E attenzione ai miscugli “pericolosi”: meglio le creme, comprese quelle per le mani, e i deodoranti privi di profumazione o della stessa linea olfattiva del jus, per evitare confusioni olfattive.

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