La bellezza nel segno del Natale
Natale: a dispetto dell’austero e pesante clima pandemico, resta una ricorrenza religiosa (la più importante!), ma anche un bisogno psicologico ancestrale di praticare rituali in gruppo e di condividere significati ed emozioni, sostengono i ricercatori australiani della Scuola di Psicologia e Counselling della Queensland University of Technology. Comunque s’interpreti e si viva, è proprio quello che ci vuole per riappropriarsi di una dimensione emotiva giocosa (oltre che spirituale) in un periodo, quello invernale, un po’ claustrofobico e davvero poco ludico.
Un’atmosfera natalizia vissuta con piena adesione, come tutte le situazioni e le novità piacevoli capaci di interrompere “routine” poco gradevoli, ha la capacità di attivare tutto il sistema ormonale, con benefiche ricadute anche a livello estetico: è noto, infatti, che la pelle risenta dell’azione degli ormoni. Natale è anche un mood che si percepisce attraverso oggetti e immagini che rimandano ai ricordi disincantati della propria infanzia e che, come messaggi subliminali, ci trasmettono positività, alimentando così il circolo vizioso del benessere (anche cutaneo!). Su queste premesse, azzardiamo un’interpretazione in chiave beauty di tre simboli cromatici che ricorrono nelle iconografie, negli oggetti e negli addobbi natalizi.
Bianco. Ovvio: come la neve, come White Christmas, cover natalizia tra le più famose di sempre e, sul fronte beauty, come il morbido effetto éclat, che illumina la pelle grazie a formule whitening, ossigenanti e riattivanti la microcircolazione. Come quelle, per esempio, con vitamina C (anche in maschera al 10%) e acidi della frutta, che stimolano il turnover cellulare. Bianca è la Princesse Palawan, la seconda perla più grande del mondo, (pesa 2,25 chili ed è larga 15 centimetri circa), rinvenuta al largo delle coste filippine. La polvere di perla micronizzata, grazie alla ricchezza di aminoacidi, come alanina, leucina, lisina, e di microelementi rimineralizzanti, si trova non di rado inserita nelle formule cosmetiche di prodotti rigeneranti e idratanti.
Oro. Metallo prezioso e “solare” e per questo in sintonia con un periodo che coincide anche con il solstizio invernale (22 dicembre), che segna il lento ritorno alla luce. Ma soprattutto ricercato e conteso: l’oro muove meccanismi economici, sociali, politici. E, inutile ribadirlo, insieme ai diamanti è tra i preziosi più desiderati dal genere femminile. Forse non tutte sanno, però, che attraverso i vegetali ogni giorno mangiamo anche piccolissime quantità d’oro. Che oltretutto ha anche un potere alternativo: assunto in oligoelemento (assieme a rame e argento), è utilizzato in medicina naturale come immunostimolante. Ma ne basta un’esigua quantità anche nelle formule cosmetiche per aumentare le difese della pelle e illuminare l’incarnato.
Rosso. Primitivo, sensuale, energico (e “anticrisi”), è un colore di base, fortemente legato al Natale come simbolo di calore, forza, vita. Irresistibilmente vintage, trionfa nei make-up di stagione, che vuole labbra “vestite” di nuances scarlatte, intense e rigorosamente mat (e con un effetto ottico illuminante su tutto il viso). Rosso come l’uva e come il vino, il nettare… “divino” ricco di resveratrolo e altri potenti antiossidanti, sempre più utilizzati in cosmetica (oltre che per trattamenti in beauty farm).
Tra questi c’è il picnogenolo, estratto principalmente dal pino marittimo, ma presente anche nei semi degli acini dell’uva rossa, che limita la degradazione del collagene e dell’elastina, agendo così da anti-età. Infine, rosso come le bacche del pungitopo. Dalle radici di questa pianta si estraggono le ruscogenine, protettive dei vasi sanguigni e disarrossanti e per questo spesso inserite nella formula di cosmetici destinati alle pelli sensibili o con couperose.