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Mettere a dieta il fegato, una buona idea per disintossicarsi

Mettere a dieta il fegato, una buona idea per disintossicarsi

Il fegato è un’eccezione nel nostro corpo – è la ghiandola più voluminosa e ha la capacità di auto-rigenerarsi – ed è “multitasking”: tra l’altro, è un vero e proprio “filtro anti-tossine”, poiché le sue cellule neutralizzano le sostanze nocive e i residui dei farmaci; interviene nella sintesi del colesterolo e dei trigliceridi, fonte di energia per la vita cellulare; produce fattori di coagulazione come il fibrinogeno e la trombina, che mantengono fluido il sangue. Non basta: funziona da “scorta energetica”, poiché immagazzina il glicogeno e lo rende disponibile nel momento di bisogno; sintetizza la bile che permette la digestione dei grassi e delle vitamine liposolubili A, D, E, K. Nonostante questo ruolo centrale nella salute e nel benessere del nostro organismo, spesso lo costringiamo a veri e propri tour de force, bombardandolo con cibi pesanti, con medicinali magari del tutto inutili o con altre, cattive abitudini. Con l’aiuto del professor Ottavio Iommelli, specialista in igiene, medico agopuntore e presidente dell’Associazione Italiana di Fitoterapia e Fitofarmacologia (www.aiff.it), scopriamo i comportamenti virtuosi da adottare soprattutto a tavola per mantenere il fegato in buona salute.

Mettere a dieta il fegato, una buona idea per disintossicarsi: cosa correggere/eliminare per salvaguardarlo
Red alert per l’alcol. L’eccesso d’alcol, come noto, è tra i peggiori nemici del fegato: innesca una sorta di “guerra chimica” con le cellule epatiche, che può condurre alla steatosi (“fegato grasso”) e alla cirrosi. Ma della serie nulla è bandito a tavola se consumato nei giusti limiti, nonostante alcuni studi recenti azzerino qualsiasi beneficio dell’alcol, la gran parte dei nutrizionisti approva un bicchiere (e sottolineiamo uno) di vino rosso, meglio se novello, a pasto, come suggerito anche da uno studio della Washington State University. Merito del resveratrolo, che è tra gli antiossidanti più potenti e oltretutto capace, anche se in quantità molto modeste, di trasformare il grasso bianco in grasso bruno, che brucia le calorie anziché immagazzinarle.

Proteggersi dalle epatiti. Le epatiti (A, B e C in particolare) sono una vera e propria minaccia diretta per il fegato: per questo, è importante adottare tutte le norme utili a prevenirle. Breve ripasso di regole-base: attenzione ai cibi crudi, molluschi e pesci in particolare ma anche a frutta e verdura; lavarsi spesso le mani; evitare di fare eventuali tatuaggi, piercing e sedute di agopuntura in strutture non sicure e usare il profilattico nei rapporti occasionali.

Fare scorta di Omega 3 e 6. Questi acidi grassi essenziali proteggono anche le cellule epatiche per via delle loro proprietà antinfiammatorie, anti-radicaliche e per la loro azione anticolesterolo LDL (frazione “cattiva”) e antitrigliceridi. Fondamentale, dunque, rispettare il fabbisogno giornaliero di Omega 6 (6-10 g al dì) e di Omega 3 (circa 2-4,4 g al dì), mantenendoli in rapporto ottimale, che è di circa 4 a 1 (4 porzioni di Omega 6 per ogni porzione di Omega 3). In pratica, occorrono, per esempio, circa 2 etti di sgombro, o di sardine o di salmone conditi con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, oppure 2 cucchiaini al giorno di olio di germe di grano o di lino e 4-5 noci.

Tisane amiche. Diverse erbe hanno azione depurativa e detossinante del fegato: tra queste spiccano il tarassaco che, tra l’altro, contiene un principio attivo amaro (la tarassicina) ad effetto tonico; l’ortica e il cardo mariano, quest’ultimo perché fonte di silimarina (composta da silibina, silicristina e silidianina), che protegge il fegato dalle tossine, stimola il metabolismo epatico e la produzione e fluidità della bile. Una tisana depurativa che agevola l’attività del fegato: farsi preparare dall’erborista un mix con 30% di tarassaco; 20% di cardo; 20% di melissa; 20% di biancospino; 10% di liquirizia. Bere in infuso 2/3 volte al giorno dopo i pasti per un mese, 3-4 volte l’anno.

Occhio al glutatione. È tra i principali antiossidanti secreti dal fegato stesso per “auto-proteggersi” dai danni dei radicali liberi e di altre sostanze nocive. Il glutatione si trova in abbondanza nei vegetali, in particolare in carote, pomodori, asparagi, crescione, barbabietola, spinaci crudi, avocado e pompelmi. Per aumentare la secrezione di glutatione, utile anche l’integrazione di acido alfa-lipoico (presente in natura nei cavolini di Bruxelles, pomodori, piselli, spinaci, riso integrale), che oltretutto è un antiossidante attivo su numerose specie di radicali liberi (e anche la pelle, più tonica e meno segnata dalle rughe, ringrazia).

Sì ai broccoli, cavoli, cavolfiori. Cibi “poveri” per tradizione ma ricchi per contenuto, i cavoli, i cavolfiori, il cavolo nero e le altre crucifere sono ottimi super-cibi di stagione, soprattutto per la presenza di carotenoidi antiossidanti, di fibre che regolano la funzionalità dell’intestino e, soprattutto, di indoli, sostanze contenenti zolfo, che secondo diverse ricerche, come quella condotta presso la Johns Hopkins School of Medicine, aiutano, tra l’altro, il fegato nella sua funzione di filtro-antitossine.

Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.

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