Domande e risposte sul nuovo coronavirus Sars-CoV-2
Affanno e febbre insieme. La dispnea, la difficoltà di respirare, e la temperatura corporea che supera i 37,5, sono i primi campanelli di allarme per il Coronavirus – Covid 19. Due segnali importanti che, se si presentano insieme, ci dovrebbero far allertare il 112 o gli altri numeri di riferimento. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati dei 155 pazienti italiani deceduti al 6 marzo condotta dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss).
Nella nota dell’ISS si legge che l’aumento della temperatura e l’affanno sono i principali sintomi iniziali rispettivamente nell’86 per cento e nell’82 per cento dei casi esaminati. Altri sintomi d’esordio sono tosse (metà dei casi), mentre meno frequenti sono i problemi gastrointestinali, come la diarrea o anche l’emottisi, l’emissione di sangue dalle vie respiratorie per esempio con un colpo di tosse.
Per capire meglio le tematiche legate al coronavirus (sintomi, categorie a rischio, test ecc.), sul sito dell’Istituto superiore di sanità c’è una sezione dedicata alle domande più frequenti (Faq) alle quali rispondono gli esperti dell’Istituto. Eccole di seguito. Per info dettagliate: https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/.
D. Quali sono le condizioni di rischio di sviluppare la malattia Covid-19?
R. Oggi sono considerate persone a rischio di sviluppare la malattia Covid-19 quelle che, negli ultimi quattordici giorni, si sono recate in zone in cui questa infezione si sta trasmettendo da persona a persona o che siano state a contatto con persone con infezione probabile o confermata in laboratorio da nuovo coronavirus Sars-CoV-2, o infine abbiano frequentato o lavorato in una struttura sanitaria dove siano ricoverati pazienti con infezione da Sars-CoV-2.
D. Quanto dura il periodo di incubazione del nuovo coronavirus Sars-CoV-2?
R. Le informazioni sulle caratteristiche cliniche delle infezioni da Sars-CoV-2 stanno aumentando. Si stima che il periodo di incubazione vari in media tra 2 e 14 giorni, ma incubazioni più lunghe sono state riportate (fino a 27 giorni) in alcuni studi preliminari.
D. Gli operatori sanitari sono esposti al rischio di infezione da nuovo coronavirus Sars-CoV-2?
R. Sì, gli operatori sanitari possono essere particolarmente a rischio perchè sono più spesso a contatto con i pazienti rispetto al pubblico in generale e nelle prime fasi dell’epidemia durante l’assistenza sanitaria possono venire a contatto con pazienti portatori del virus senza conoscere il loro stato e senza quindi prendere le adeguate misure di protezione individuale non farmacologiche. L’Oms raccomanda agli operatori sanitari di applicare sistematicamente le misure adeguate al controllo delle infezioni.

D. Il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 colpisce solo le persone anziane o anche i più giovani sono sensibili?
R. Le persone anziane e quelle con condizioni mediche preesistenti sembrano essere soggette a manifestazioni cliniche più gravi a seguito di infezione da nuovo coronavirus Sars-CoV-2. Tuttavia, possono essere infettate dal virus (e contrarre malattie) persone di tutte le età.
D. Come distinguere la tosse da “infreddatura” da quella da nuovo coronavirus Sars-CoV-2?
R. Il rischio di sviluppare questa infezione è quello di essere venuto a contatto con il virus che circola in alcune zone del mondo, incluso in alcune limitate aree italiane. Quindi in presenza di sintomi, potrebbero avere contratto la malattia Covid-19 le persone che negli ultimi 14 giorni hanno viaggiato in zone in cui il virus sta circolando, hanno avuto contatti con persone con infezione da nuovo coronavirus Sars-CoV-2 probabile o confermata in laboratorio o, infine, aver frequentato o lavorato in una struttura sanitaria dove siano ricoverati pazienti con infezione da Sars-CoV-2.
D. L’infezione da nuovo coronavirus Sars-CoV-2 causa sempre una polmonite grave?
R. No, l’infezione da nuovo coronavirus Sars-CoV-2 può causare disturbi lievi, simil-influenzali, e infezioni più gravi come le polmoniti in una minoranza di casi. E’ opportuno precisare, in ogni caso, che poichè i dati in nostro possesso provengono principalmente da studi su casi ospedalizzati, e pertanto più gravi, è possibile che sia sovrastimata al momento la proporzione di casi con manifestazioni cliniche gravi.
D. Sottoporsi privatamente ad analisi del sangue, o di altri campioni biologici, permette di sapere se si è contratto il nuovo coronavirus Sars-CoV-2?
R. No. Non esistono al momento kit commerciali per confermare la diagnosi di infezione da nuovo coronavirus Sars-CoV-2. La diagnosi deve essere eseguita nei laboratori di riferimento Regionale, in caso di positività al nuovo coronavirus Sars-CoV-2, la diagnosi deve essere confermata dal laboratorio di riferimento nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità.
D. Il risciacquo regolare del naso con una soluzione salina può aiutare a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2?
R. No, non ci sono prove che il risciacquo regolare del naso con soluzione salina protegga le persone da infezioni con il nuovo coronavirus SARS-CoV-2.
D. Mangiare aglio può aiutare a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus SARS-CoV-2?
R. L’aglio è un alimento sano che può avere alcune proprietà antimicrobiche. Tuttavia, non abbiamo evidenze scientifiche che il consumo di aglio protegga dalle infezioni con il nuovo coronavirus SARS-CoV-2.
D. I vaccini contro la polmonite proteggono contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2?
R. No, i vaccini contro alcuni tipi di polmonite, come il vaccino anti-pneumococcico e il vaccino contro l’Haemophilus influenzae B (Hib), non forniscono protezione contro il nuovo coronavirus SARS-CoV-2. Ciò nonostante, questi vaccini sono indicati in categorie di popolazione a rischio per queste infezioni.
D. Gli antibiotici sono efficaci nella prevenzione e nel trattamento del nuovo coronavirus SARS-CoV-2?
R. No, gli antibiotici non funzionano contro i virus, ma solo contro i batteri. Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è, per l’appunto, un virus e quindi gli antibiotici non vengono utilizzati come mezzo di prevenzione o trattamento, a meno che non subentrino co-infezioni batteriche.
Qualora si sia stati esposti a fattori di rischio – quali viaggi nelle zone in cui il virus sta circolando o si abbia avuto un contatto con persone in cui l’infezione sia probabile o accertata in laboratorio, o si sia, ad esempio, passati in un ospedale con soggetti affetti da Covid-19 – è possibile contattare il numero verde 1500, messo a disposizione dal ministero della Salute, per avere risposte da medici specificamente preparati e ricevere indicazioni su come comportarsi, o in alternativa, 112 o i numeri verdi regionali ove disponibili.
Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. E’ sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di uno specialista.