I superfood antietà
Come sostengono unanimemente gli esperti, è con una dieta varia, sana ed equilibrata, ma che includa anche specifici (e comuni) superfood antietà, che si può mantenere il capitale giovinezza il più a lungo possibile e incentivare, direttamente o indirettamente, la freschezza e l’elasticità della pelle. Il determatologo Nicholas Perricone (nvperricone.com), che al pari di Stephen King ha sfornato libri bestseller sulle diete antietà non ha dubbi: bisogna privilegiare i cibi antinfiammatori, meglio se biologici, come i frutti di bosco, i pesci selvaggi, soprattutto salmone (fonte dei ben noti antietà Omega 3, ma anche di zinco, vitamina A e selenio, antiossidante che agisce in sinergia con la vitamina E per proteggere le membrane delle cellule). Sempre secondo Perricone, e con lui buona parte della comunità scientifica, tra gli indispensabili della dieta di lunga vita ci sono anche i vegetali a foglia verde scuro, come spinaci e broccoli, perché ricchi, tra l’altro, di acido lipoico, l’antiossidante multifunzionale che migliora gli scambi metabolici, compresi quelli cutanei. Potenti antietà sono le spezie, ideali per insaporire le pietanze senza gli “effetti collaterali” del sale (leggi alla voce: ritenzione idrica e rischio ipertensione). La radice di zenzero fresca è un tonico anche per la pelle ed è particolarmente gradevole centrifugata e aggiunta ai succhi freschi di ananas, mela o carota. Il profumatissimo timo ha un’elevata concentrazione di calcio, importante anche per la bellezza della pelle, poichè modula il ricambio e il rinnovamento delle cellule cutanee. Ma contiene anche dosi importanti di vitamina C, come d’altro canto i frutti di bosco, i peperoni, gli agrumi e tutti i vegetali a foglia verde, che oltre a stimolare il collagene agendo da tonico e antirughe, ossigena e illumina la pelle. E se la vitamina C contribuisce a “costruire” il collagene, il betacarotene dei vegetali gialli e del pomodoro lo “conserva”, contrastandone la degradazione, poiché regola l’enzima collagenasi.

Ma come consumare i vegetali dai quali provengono gran parte degli antiossidanti?
Interi certo, in cinque porzioni giornaliere, ma anche centrifugati, quindi sotto forma di juice, perché apportano acqua naturale, ossia priva di sostanze chimiche trattanti come quella del rubinetto, ricca di potassio e altri minerali, vitamine ed enzimi ad effetto alcalinizzante, dunque non solo drenante, ma anche antinfiammatorio e, di conseguenza, antietà. Un dipeptide fondamentale per la neocollagenesi è la carnosina, che “essendo antiossidante e antiglicante, protegge il collagene dalle alterazioni e “ringiovanisce” i fibroblasti. Per far scorta di carnosina basta mangiare regolarmente proteine animali, ma per stimolare efficacemente il processo di neocollagenesi è consigliata anche l’integrazione: ne occorre circa un grammo al giorno, per 2-3 mesi massimo. Dalla cucina orientale, che in fatto di longevità ha voce in capitolo, arriva, invece, il wasabi, da considerare anche per i nostri piatti: il piccantissimo ravanello giapponese, infatti, è ricco di vitamina C e di isotiocianato, una sostanza dal forte potere antinfiammatorio e di inibizione dello stress ossidativo (analoghe proprietà le vanta anche il nostro rafano, che appartiene alla stessa famiglia del wasabi giapponese). In tema di sostanze nervine, degno di nota è il tè rosso, perché contiene polifenoli rari come l’aspalatina, più potenti di quelli contenuti nel tè verde. Melagrana, ribes, lamponi, mirtilli, uva rossa e frutti di bosco, invece, apportano antocianine, proantocianidine e acido ellagico, antiossidanti che prevengono la degradazione delle proteine del derma e stimolano l’elastina, combattono i radicali liberi e prevengono i danni al DNA.
Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. Per garantirsi un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di un esperto di nutrizione.