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Solari: la parola d’ordine è personalizzare

Solari: la parola d’ordine è personalizzare

solari personalizzati

Parola d’ordine: customized. Perché  la password del successo non prescinde dalla personalizzazione, soprattutto quando si deve  pianificare il “programma tintarella”. Una pelle costituzionalmente molto secca o  sensibile, ad esempio, soprattutto al sole  reclama un plus di protezione  per difendersi dalla pioggia di radicali liberi e mantenere efficienti un film idrolipidico e una microflora batterica cutanea spesso già compromessi.  Un principio da metabolizzare da qui e per sempre, considerate le aggravanti climatiche (shock termici da global warming), cui la pelle è sottoposta ormai senza soluzione di continuità. solari personalizzati Ma con questa, fine delle cattive notizie. Quelle belle arrivano dalla ricerca scientifica, che sta scoprendo possibili soluzioni alternative ai classici filtri chimici e fisici (alcune molecole sono “osservate speciali”), come la pellicola trasparente al DNA che, assorbendo i raggi UV,  agisce alla stregua di uno scudo e in sperimentazione nei laboratori  della Binghamton University di New York. Non è da meno la ricerca  cosmetologica, che fa scendere in campo  solari sempre più  mirati all’inestetismo  e dalle texture sensoriali, con oli, gel ed emulsioni leggere anche in spray e con Spf 50+.

Dall’eritema alla couperose, passando per la pelle sensibile. Per chi in passato ha sofferto di eritema, la scelta obbligata sono estrema gradualità e filtri UV molto alti e potenziati da molecole antiossidanti e immunoprotettrici, come il Polipodium Leucotomos, derivato da una felce, la vitamina E e C e il tè verde. Secondo  Carlo Di Stanislao, dermatologo, immunologo e medico agopuntore a Teramo e presidente della Scuola di medicina classica cinese Xin Shu (www.agopuntura.org):  «Almeno un mese prima dell’esposizione, meglio integrare l’alimentazione con sostanze antinfiammatorie, come polifenoli da ribes nero o mirtilli, carotenoidi dai vegetali verde scuro e arancio, e curcumina». Red alert anche per le pelli sensibili, per le quali sono necessarie formule ipoallergeniche, e per quelle con couperose. «Queste ultime reclamano principi attivi cosmetici e integratori che rinforzano il microcircolo, come mirtillo, ippocastano, centella asiatica, e filtri fisici, ad esempio biossido di titanio micronizzato, che in parte proteggono anche dai raggi infrarossi, che scaldando tendono a peggiorare vistosamente la dilatazione dei capillari», spiega Di Stanislao.solari personalizzati

Per frenare macchie e punti neri.    Per prevenire le  discromie in caso di alto rischio, come l’assunzione della pillola contraccettiva o la Tos in menopausa, buoni alleati sono, oltre ai filtri molto alti per tutta la vacanza, le formule con complessi mirati. «Un’arma viene offerta da sostanze come  acido ferulico, vitamina C, tocotrienoli, esilresorcinolo,  rutina e acido glicirretico estratto dalla liquirizia», dice Di Stanislao. Sicuramente il sole, grazie al suo effetto antinfiammatorio, può migliorare  l’aspetto della pelle grassa o  acneica. Ma resta fondamentale osservare un comportamento virtuoso:  un’esposizione scorretta può ispessire eccessivamente lo strato corneo e ostruire i follicoli, accentuando così la produzione di sebo, l’eventuale acne, anche tardiva, e i  punti neri. «Applicare solari in emulsione oil free, che non occludono i pori, e con attivi opacizzanti, come quelli presenti nei compatti viso con protezione molto alta e che simulano la tintarella», aggiunge l’esperto.solari personalizzati

Pelli secche o sottili. Regole auree per la scelta dei solari per le pelli povere di riserve idriche o sottili di natura o a causa dell’aging (che impoverisce la “materia” cutanea, compresa quella lipidica): preferire le texture più ricche e spesse, con attivi nutrienti e idratanti come i burri vegetali e i fosfolipidi e, soprattutto se la grana è sottile, con ingredienti derivati dai legumi,  come la soia o il luppolo, ricchi di fitoestrogeni ricompattanti. «Prima di applicare il solare, vale la pena stendere un siero idratante», suggerisce Di Stanislao.

Tatuaggi e cicatrici. Per evitare sbiadimenti dei tattoo o iperpigmentazioni delle cicatrici, applicare sempre, anche ad abbronzatura conquistata, filtri fisici alti (ideale è un Spf 50+), meglio se in stick (in commercio si trovano anche quelli dedicati), più spessi e di conseguenza più protettivi rispetto ad altre texture. Come da buona abitudine, il solare va applicato ripetutamente e sempre dopo ogni bagno, anche se è waterproof. Niente sole, mare, piscina, sport acquatici, invece, per almeno 15 giorni  per i tatuaggi di “recente fattura” e fino a stabilizzazione raggiunta (diversi mesi) per le cicatrici.

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