Medicina estetica per rimodellare il corpo: le tecniche sinergiche vincenti
Sulle curve medium/large cesellate da adipe o da cellulite o, più spesso, dalla commistione di entrambe, il supporto più proficuo all’attività fisica e alla dieta (che spesso non riesce a sortire l’ambito effetto snellente zoom) è offerto dalla new wave delle tecniche medico-estetiche combinate. Vale a dire: protocolli rimodellanti tailor made, che si perfezionano e potenziano con un lavoro sinergico. Una solida e ormai diffusa tendenza, infatti, è intervenire con uno o più trattamenti estetici, a distanza ravvicinata, per costruire un percorso di remise en forme personalizzato: in questo modo i risultati sono decisamente superiori, più veloci e duraturi.
L’essenziale, come in tutte le coppie, è che le tecniche prescelte siano perfettamente compatibili e complementari. Per la cellulite di tutti gli stadi, l’abbinamento più rodato sono le sedute di mesoterapia (iniezioni di sostanze drenanti o lipolitiche) alternate alla carbossiterapia, con le sue microiniezioni di anidride carbonica che drenano, ricompattano e sciolgono le cellule di grasso più superficiali. Per la tonificazione si può aggiungere, ove i risultati non siano sufficienti con meso e carbossi, la radio radiofrequenza esterna: onde elettromagnetiche ad alta frequenza che stimolano il neocollagene, “accorciano” le fibre e fanno risalire la pelle.
Dal canto suo la criolipolisi, con il freddo intenso somministrato da speciali manipoli (fino a –9 -13 gradi secondo gli apparecchi) distrugge in modo soft ma efficace e mirato le cellule adipose ed è oggi tra le tecniche più in auge per eliminare la culotte de cheval e l’adipe localizzata su addome, braccia, cosce. Unico neo: non rassoda. In caso di lassità dei tessuti può essere abbinata alla radiofrequenza a microaghi d’oro, che sfrutta il calore e l’azione meccanica dei microaghi per stimolare la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico, con un effetto ricompattante e liftante della zona trattata.
Per la cellulite adiposa un metodo efficace è l’Endo Light Lift: 2-3 sedute con un laser a diodi che, inserito sottocute in anestesia locale, attraverso una microfibra dello stesso diametro di un capello crea una leggera lipolisi e stimola la retrazione dei tessuti, con un discreto effetto anche rassodante. Ma se il rilassamento è marcato, dopo 15 giorni circa dall’ultima seduta laser, il medico può inserire, sempre sottocute, dei sottili fili chirurgici riassorbibili in PDO (polidiossanone) tridimensionali, ossia dotati di speciali alette che si ancorano nel sottocute, che liftano la zona per circa un anno.
Disclaimer
Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico. E’ sempre bene affidarsi ai consigli del proprio medico curante o di uno specialista.