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La bellezza secondo l’ayurveda

La bellezza secondo l’ayurveda

La bellezza secondo l'ayurveda

“La bellezza non è che una promessa di felicità”, sosteneva Stendhal. Un principio che, prima ancora dello geniale scrittore, ha ispirato l’Ayurveda, l’antica arte del benessere indiana. Che, come tutte le discipline orientali, lega in un connubio indissolubile: emozioni positive, salute e bellezza esteriore. Tanto che le pratiche mediche ed estetiche spesso si confondono o meglio, si completano in un gioco di rimandi che ha come scopo finale l’equilibrio tra la mente e il  corpo. E la bellezza (oltre che allo stato di buona salute) è solo la naturale conseguenza di quest’armonia. I primi testi scritti di Ayurveda risalgono a più di quattromila anni fa. Tra i più importanti ricordiamo la Caraka Saṃhitā e il Madhavan Saṃhitā, entrambi in sanscrito, che riportano, tra l’altro, varie tecniche di disintossicazione e di ringiovanimento – i cosiddetti Rasayana -, che hanno importanti riflessi anche sulla freschezza e luminosità di pelle e capelli.La bellezza secondo l'ayurveda

In questi trattati, per esempio, si addebita ad un surplus di tossine dovuto a squilibri alimentari, fumo e condizioni mentali-psicologiche negative (l’equivalente dello stress comunemente inteso), la principale causa non solo di vari disturbi ricorrenti (come cattiva digestione, tendenza a contrarre malattie infettive, emicranie), ma anche dell’invecchiamento precoce, del colorito opaco, della  mancanza di tono e altri disagi della pelle. Principi riportati anche nel Qjanjin Pifu Ling, trattato della medicina  tradizionale cinese (che ha la stessa matrice di quella ayurvedica), datato intorno  all’anno Mille, e che oggi sono confermati dalla scienza moderna occidentale.

La nostra pelle accumula nei suoi strati miliardi di tossine al giorno che, se non sono smaltite correttamente, rischiano di “asfissiare” le cellule sane, frenando le loro vitali e fisiologiche funzioni riparatrici e accelerando l’aging,  nonché la predisposizione a sviluppare intolleranze cutanee, psoriasi, eczema e vitiligine. Il concetto di disintossicazione della pelle e  di stimolo delle sensazioni positive, tipico della cosmesi indiana (e cinese), insieme alle scoperte scientifiche sugli stretti legami tra pelle, ormoni e neurotrasmettitori, ha di fatto stimolato le major cosmetiche occidentali a incrementare la produzione di cosmetici ispirati all’aromacologia, ovvero all’uso degli oli essenziali a scopi estetici.La bellezza secondo l'ayurveda

Gli oli, sia i cosiddetti  “base”, come quelli di sesamo, mandorle dolci, senape, cocco, sia quelli essenziali, estratti da fiori e piante, sono tra i protagonisti assoluti, insieme a spezie ed erbe curative, della cosmesi indiana. Sono inclusi sia nelle creme e nei detergenti, sia utilizzati in abbondanza nei massaggi. Cosmetici e oli da massaggio sono scelti in base ad un’analisi individualizzata: secondo l’Ayurveda, infatti, ognuno individuo è “plasmato” dalla combinazione di tre dosha – Vata, Pitta, Kapha -, forze vitali che determinano la struttura fisica e il temperamento e dal cui equilibrio dipende il benessere globale.

Tra i trattamenti clou del sistema Ayurveda ci sono proprio i massaggi, orami nel menu anche di moltissimi centri benessere occidentali. Il Mardana, per esempio, inizia con la persona seduta, mentre un olio arricchito di erbe viene applicato su cinque punti fondamentali del corpo, che si trovano su sommità della testa, palme delle mani, piante dei piedi. Il massaggio prosegue, sdraiati, con manovre eseguite su tutto il corpo. Nell’Udvartanam, rilassante e anticellulite, l’olio di sesamo e la polvere di sette  radici di erbe riscaldate sono applicati su tutto il corpo da due operatori, che poi eseguono un massaggio sincronizzato a ritmo incalzante. Il Garshan, infine,  è un massaggio-peeling che stimola il sistema linfatico, eseguito con guanti in seta grezza passati su tutto il corpo, che successivamente viene cosparso con  olio di senape arricchito con olio essenziale di eucalipto.La bellezza secondo l'ayurveda

La marmellata antiage. La Chyavanprash è  una sorta di marmellata dolce (ma  sugar free) e leggermente  speziata. A base di minerali, vitamine ed erbe  antiossidanti (come l’Emblica officinalis), contrasta l’aging e aiuta mantenere una pelle liscia e vellutata.

Il massaggio più noto: l’Abhyanga. Stesi sul Droni, uno speciale lettino, tutto il corpo viene  unto con oli aromatici tiepidi dalle specifiche proprietà curative. I movimenti, molto lenti e ritmici,  iniziano dalla testa e procedono dal cuore verso le estremità.

Pulizia dei denti e della lingua. Secondo l’ayurveda, la patina biancastra che ricopre la lingua è indice di un organismo “intossicato”. Rimedio locale, utile anche contro l’alitosi: tutte le mattine strofinare uno jibbi (o nettalingua; in erboristeria e farmacia). Al termine, sciacquare il cavo orale con due cucchiai di olio di sesamo (senza inghiottire).

Alcuni attivi cosmetici ayurvedici. Olio di cocco, ricco di proteine, vitamine e sali minerali (soprattutto rame) e ottimo  detergente; Fagiolo Masoor: nutritivo  purificante, esfoliante e antiage; Sandalo rosso: idratante, antisettico, astringente, rinfresca la pelle e dà sollievo in caso di eruzioni cutanee.

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