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Come esaltare il glow con i fondotinta effetto “seconda pelle”

Come esaltare il glow con i fondotinta effetto “seconda pelle”

fondotinta nude

L’eleganza di un viso flawless, effetto acqua e sapone ma perfezionato nei minimi dettagli e dall’imprescindibile glow, radioso e trasparente, assume nuovi codici di modernità a ogni stagione, trasformando il trucco in un manifesto di stile per riuscire a coniugare glamour e autenticità. Per questo, oggi i fondotinta hanno una resa preferibilmente trasparente, che con i suoi pigmenti vestw alla perfezione il viso di qualsiasi donna, qualunque sia il suo albero genealogico. In sostanza, nasconde sì imperfezioni e discromie, ma lasciando “leggere” la grana e il colore della pelle, con un approccio ben più essenziale,  fresco e super naturale delle pennellate talvolta troppo decise del contouring quasi teatrali dei visi ultra-scolpiti. Il trend oggi premia un incarnato sofisticato, nude, ottenuto anche con un gioco di  texturizzazioni.fondotinta nude

Un risultato facilitato dai prodotti con composizioni “intelligenti e creative”, come gli spray idratanti (face mist, acque termali o prodotti dedicati) propedeutici al make up, che illuminano e riducono visibilmente i pori e che possono essere vaporizzati anche più volte al giorno, per mantenere un trucco impeccabile e una pelle perfettamente idratata da mattino a sera. Oltre che con un super-idratazione, l’incarnato con un effetto finale radioso, morbido, mai esasperato si ottiene applicando il primer e/o il correttore ideale.

Correttore e primer a uso di problema. Regole-base: il correttore  verde spegne gli arrossamenti, mentre gli aranciati mitigano le iperpigmentazioni se applicati sui bordi delle macchie, che poi vanno tamponate su tutta la superficie con un po’ di fondotinta coprente. I toni caldi/aranciati sono indicati anche per attenuare l’alone bluastro delle occhiaie. Per minimizzare  le imperfezioni della grana, come i pori dilatati e le rughe poco profonde, arrivano invece in soccorso i primer. Quelli di nuova generazione rispettano la pelle e si trovano anche in versione leggermente pigmentata:  il rosa cancella il grigiore, il lavanda illumina le carnagioni olivastre, mentre agli incarnati chiari i primer effetto luce donano un bagliore lunare molto sofisticato. Come suggerisce il nome, il primer si applica per primo, sopra la crema viso, con lievi movimenti circolari. Di più: le nuove formulazioni permettono di usarli anche da soli o con una base ultra-leggera per un nude look d’effetto.

 

fondotinta nude

Non solo il “prima”: il glow si avvale anche del perfetto abbinamento del fondotinta agli illuminanti uniformanti. I gesti base: sfumare il prodotto con una spugnetta latex free, dimenticando il pennello, e tamponarlo, invece, dove c’è la necessità di coprire piccoli brufoli e discromie. Quindi, eseguire un leggero massaggio per fondere perfettamente il fondotinta con la pelle e, infine, applicare con i polpastrelli l’illuminante in polvere compatta sotto gli occhi, sugli zigomi, sulla parte frontale del naso, sotto l’arcata sopraciliare e, in minima quantità, sul mento. Un consiglio extra:  provate a mettere il fondotinta in frigorifero nel reparto meno freddo. Oltre alla piacevole e immediata sensazione di freschezza sul viso – una “benedizione” soprattutto dopo le ore piccole e per contrastare l’hangover –  l’effetto frozen stimola la microcircolazione, moltiplicando la radiosità.

Scegliere la nuance giusta. Non di sola idratazione e applicazione ad altre. Per sublimare “una buona base” occorre individuare la nuance effetto second skin. Ci sono due variabili che intervengono nella scelta del colore ideale: il tono della pelle, che può cambiare intensità con l’età e le stagioni, l’abbronzatura o il colorito spento dell’autunno e dell’inverno, e il sottotono (giallo/caldo, rosa/freddo o neutro, ovvero un equilibrio tra due),  che resta invariato tutta la vita. Il tono,  chiaro o scuro, si percepisce a colpo d’occhio. Come individuare, invece, il sottotono? Se la pelle è tendenzialmente beige/giallo il sottotono è caldo, quindi i fondotinta ideali virano verso il giallo. Se invece tende  verso il rosa il sottotono è freddo e andranno preferiti i fondotinta rosati. E se la pelle non vira né verso il rosa né verso il giallo? Il sottotono è il neutro, perciò meglio orientarsi verso un fondotinta beige, né troppo caldo né troppo freddo.

Dove provare il fondotinta. Una volta individuata la nuance giusta, occorre però “testarla sul campo” (alias: sulla pelle). Il consiglio degli esperti è  di provare almeno 2-3 nuance lungo la mandibola, non sul dorso della mano che ha un colorito diverso, stendendole in verticale, una parallela all’altra. Aspettare  qualche minuto e osservare la reazione sotto la luce naturale:  se si nota un alone significa che la nuance è troppo chiara o troppo scura, se non appare l’alone significa che il colore scelto si fonde perfettamente con la propria pelle.

fondotinta nude

Ma la nuova frontiera del glow non si limita al trucco e propone  un approccio integrato, con lo skincare che invade la sfera del trucco e viceversa. Per ottenere un morbido effetto éclat e un viso più fresco e giovane, oggi i laboratori cosmetici studiano, infatti, formule che da un lato assicurano  un’ottimale idratazione della pelle, per farle riflettere meglio la luce, permettendole di interagire cromaticamente con i suoi vari componenti, dall’altra che lavorano sulla superficie, sulla grana e soprattutto sull’uniformità del colore: un incarnato non omogeneo per la presenza di discromie apparirà sempre più âgé, stanco, meno sano, indipendentemente dall’etnia di appartenenza. Così si spiega, tra l’altro, il successo di creme che gratificano all’istante perché offrono una carnagione immediatamente più luminosa e uniforme, come i peeling che, rispetto ai prodotti lancianti negli anni ’90, oggi hanno una maggior concentrazione di attivi esfolianti e un minor rischio di scatenare intolleranze, grazie anche alla perfetta interazione tra principi attivi e pH della formula.

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