Make up in technicolor: is always a good idea
Altro che linee essenziali e stile minimal. Sulle passerelle delle Maison, da Valentino a Saint Laurent by Anthony Vaccarello, è tornato a imporsi anche un certo gusto per il massimalismo, in stile anni ’80. Così, chi volesse sperimentare il gusto dell’eccesso ha un bel repertorio di dettagli vistosi, accostamenti insoliti e mise luccicanti da scegliere, soprattutto (ma non solo) in vista delle prossime feste di fine anno.
La tendenza non investe solo il guardaroba, ma anche i maquillage, con la scelta di colori spesso spericolati e che emanano luce a profusione anche dalla zona sguardo. Sono tinte primarie, solitamente abbinate all’estate, ma che, con gli opportuni riadattamenti sono perfetti anche in autunno e in inverno, soprattutto nelle occasioni di festa, per sortire (anche) un effetto up sulla mente, come cromoterapia insegna.
Il lato inconscio del make-up
Insomma: il piglio deciso degli Anni 80 si fa ultra contemporaneo e ritorna per regalare look vitaminici e un’aspettata ondata di buonumore. Ma quali stimoli emotivi possono regalare le varie nuance? Secondo la cromoterapia, con i colori caldi, come giallo, arancione, rosso, fucsia si favoriscono in sé – e si ispirano allo sguardo altrui – passionalità, ottimismo, divertimento. Attraverso le tonalità fredde, come azzurro, indaco, blu, verde, si evocano il senso di libertà degli spazi aperti e si stimolano la calma, la riflessione, l’equilibrio. Questo uso “finto naïf” del colore è un concentrato di energia e irriverenza pura.

I giusti accostamenti
Ma come realizzare un make up con tonalità così pop? Proprio come la nuance regina, il bianco, che detiene in sé tutti i colori, così anche il make up in technicolor va “scomposto” e ripensato in tinte capaci, per natura, di generare nuova energia sul viso. Partiamo dalle basi: il giusto contrasto è l’unico segreto di un make up così “energetico”. I rossi stanno bene con i verdi. I gialli con i viola e fucsia. Gli arancioni con i blu e le sfumature dell’azzurro. Accostate tra di loro, infatti, queste nuance sembrano “vibrare” insieme e regalarsi luminosità l’un l’altra. Dalla teoria alla pratica questo si traduce, per le più coraggiose, nell’osare grandi focus cromatici: ad esempio, rossetti rosso fragola con palpebre verde prato color block, oppure labbra mandarino con ombretti turchese.

Accostamenti smart
Ma la scelta più giusta è individuare la nuance che sta meglio in base alla propria morfologia e colori base. Così, un color fragola può far apparire l’iride verde più brillante. L’arancio rende gli occhi azzurri più vivi e limpidi. Le bionde, invece, non dovrebbero fare a meno dei fucsia o bordeaux: per contrasto, pelle e capelli brillano d’oro. Sullo sguardo, la vivacità del giallo e dell’arancio sprigionano il massimo della loro vitalità sulle iridi azzurre. Rosa intensi, fucsia e viola, che secondo la cromoterapia infondono coraggio e creatività, diventano magnetici sugli occhi verdi. Verdi e blu, i colori più equilibrati e armonici, fanno da passe-partout ed esaltano le carnagioni più scure. 
Ancora: chi ama sperimentare fino in fondo può osare contrasti cromatici taglienti tra occhi e labbra, tuttavia, sempre armoniosi secondo il principio delle complementarietà. Abbinamenti d’effetto, ad esempio, possono essere gli ombretti sfumati sulla palpebra mobile, o un più discreto eyeliner, nelle tonalità blu elettrico o verde acido in coppia con labbra mandarino scintillanti, oppure palpebre giallo banana con labbra viola effetto metallizzato.
Colori “a blocchi”: blu, verde e viola
La tecnica del “color block“, che consiste nel truccare lo sguardo senza sfumare l’ombretto, in modo da enfatizzare la pienezza del colore, si attualizza con l’uso di ombretti nelle sfumature più chiare e più scure, evitando mix di tinte arcobaleno o al massimo scegliendone due complementari. Tra i colori più adatti ci sono il blu, il verde, il viola: ognuna di queste nuance può essere identificata come il nuovo nero che, grazie alle nuove formulazioni, possono contare su pigmenti e texture molto più facili da usare rispetto al passato. La tonalità più chiara va stesa fino alla linea interna delle sopracciglia, mentre l’angolo esterno dell’occhio e la rima delle ciglia si definiscono con un ombretto scuro in nuance. L’idea può lasciare perplesse, ma tutto si semplifica al momento dell’applicazione. 
Vedo rosso
Non solo sulle labbra,: il rosso è una nuance di punta anche per gli ombretti, perché intensifica gli occhi scuri, rendendo lo sguardo magnetico e profondo, mentre essendo un colore complementare del ciano, quindi anche dei blu, dei verdi e dei grigi, ha il potere di ingrandire otticamente gli occhi più chiari. Ma le sorprese del rosso “applicato” agli occhi non finiscono qui: garantisce un effetto finale sempre discreto, a dispetto della sua intensità. Succede perché il rosso è un colore organico – è la stessa tonalità del contouring dell’occhio e dei capillari della rima palpebrale -, e per questo tende a mimetizzarsi con il colore della pelle. Un’altra peculiarità del rosso è il carattere trasformista: può mantenere la sua tonalità originaria, volendo anche un po’ spregiudicata, oppure addolcirsi se sfumato con il bianco fino ad arrivare gradualmente al rosa. O può rivelare lati più dark modulandosi al marrone sino a riemergere nei toni del burgundy o del prugna.

Tutto su una buona base
Con un uso così pittorico dei colori sugli occhi è fondamentale costruire una base trasparente e radiosa: per chi ha la pelle con poche imperfezioni basta un correttore al posto del fondotinta e una cipria opacizzante sulle zone che tendono a brillare. Chi ha una pelle più segnata può stendere un velo di fondotinta con una texture light nella stessa tonalità della pelle, poi un opacizzante sulla zona T e un illuminante sui punti luce: arcata sopraccigliare, parte alta degli zigomi, dorso del naso, arco di cupido.