Fitness per un cervello in forma e pimpante
Il cervello non è, come si riteneva fino a qualche anno fa, un organo statico, scarsamente modificabile e con cellule destinate inesorabilmente a morire, bensì plastico, in costante sviluppo e con aree dove i neuroni continuano a rigenerarsi. Oltre che nel bulbo olfattivo, è certo che i neuroni si rinnovino anche nell’ippocampo, l’area del cervello associata, tra l’altro, a memoria e controllo delle emozioni.

Allenare i collegamenti.
Che parte dei neuroni siano in grado di rigenerarsi è molto consolante. Ancor di più lo è sapere che nell’economia di una mente giovane e scattante, contano sì le cellule nervose (che, in ogni caso, in parte se ne vanno con l’età), ma che le stesse non sono tutto per la vitalità della mente. Conta, e molto, l’efficienza dei dendriti che legano con filamenti sottili fra loro le cellule e degli assoni che connettono le aree cerebrali. Dendriti e assoni, infatti, si creano in risposta a stimoli sensoriali e di comportamento e si mantengono e riformano con nuovi stimoli. Ciò che assopisce la mente, insomma, non è l’età in sé, ma la routine e la mancanza di stimoli.

Dal sudoku al ping pong.
Rompere gli schemi, esplorare nuove soluzioni, rispolverare la cara vecchia enigmistica (eseguendo regolarmente gli esercizi che comportano la ricerca di particolari mancanti) o dedicarsi al più trendy sudoku: è l’abc della gym mind, parte integrante delle tecniche proposte dalle nuove discipline, come Neurobica e Brain Fitness, che puntano a mantenere giovani e attivi neuroni e sinapsi alla faccia degli anni che passano. Semplici e divertenti gli esercizi suggeriti, che comprendono altri training mentali.

Per esempio, per stimolare l’attenzione e la capacità di focalizzarsi sui particolari ci si esercita con gli stereogrammi, disegni con segni confusi che dopo attenta osservazione rivelano immagini tridimensionali nascoste. Per migliorare la velocità dei processi mentali bastano altre astuzie, anche semplici, purchè richiedano uno sforzo mentale: giocare a scacchi o a ping pong a tempo, leggere ogni tanto libri di argomenti sconosciuti, o semplicemente, rompere abitudini innate o consolidate, come utilizzare la mano sinistra per lavarsi i denti se si è destri o viceversa. Tutto serve se attiva zone cerebrali meno “allenate” dall’abitudine.