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Con l’ipnosi medica via ansie e dolori

Con l’ipnosi medica via ansie e dolori

curarsi con ipnosi

Uno strumento terapeutico versatile, di facile somministrazione e per di più praticamente innocuo. Unico neo: è per molti, ma non per tutti, poiché funziona solo su soggetti motivati e “collaboranti”. Parliamo di ipnosi medica: di quella tecnica che può eliminare il dolore, risolvere diversi problemi comportamentali e sradicare malattie psicosomatiche di varia natura. Nulla a che spartire con esibizioni da piccolo schermo, dunque, bensì pratica medica di tutto rispetto, le cui origini s’intrecciano con quelle della moderna psichiatria.

Spiega Silvia Giacosa, presidente dell’Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi (www.amisi.it): “Questa procedura fu  utilizzata per la prima volta a scopi medici nella seconda metà dell’800 da Anton Mesmer e da Jean Martin Charcot e per un breve periodo anche da Freud. Ma dobbiamo a Milton Erickson, psicoterapeuta statunitense, la definitiva riscoperta tra gli anni ‘40 e ‘50 dell’ipnosi e la sua trasformazione sia in psicoterapia breve per il trattamento dei  disturbi delle emozioni  sia in terapia  medica per il controllo del dolore”.curarsi con ipnosi

L’ipnosi “libera” le capacità di autocura di mente e corpo.

Per capire come funziona l’ipnosi è necessario comprendere che cos’è. “La trance ipnotica è uno stato di coscienza modificato, simile al dormiveglia, che porta ad un’estrema concentrazione e a un profondo rilassamento – dagli elettroencefalogrammi si è visto che nelle persone sotto ipnosi aumentano le onde Theta, che “calmano” l’eccitazione corticale del cervello –“, spiega Giacosa.  E’ una condizione  del tutto simile alla spontanea capacità di  estraniarsi dagli stimoli esterni per concentrarsi all’interno di sé, come quando ci incantiamo in treno davanti al paesaggio in movimento o assistiamo alla proiezione di un film. “La differenza è che noi ipnotisti riusciamo a indurre questa condizione ripetendo più volte parole e concetti per invitare la persona a rilassarsi e a concentrare l’attenzione all’interno di una realtà che si forma mano a mano nel suo intimo, come accade nel sogno”, chiarisce l’esperta. In pratica, con l’ipnosi l’emisfero sinistro del cervello, legato alle funzioni logiche e razionali, viene momentaneamente “disattivato” a beneficio di quello destro, preposto al pensiero di tipo metaforico e alla visualizzazione: uno stato,  questo, che facilita la liberazione le  potenzialità represse nell’inconscio che possono essere state “deviate” in malattia psicosomatica.curarsi con ipnosi

L’ipnosi, infatti, è essenzialmente un  metodo naturale  per riattivare  i processi di autoguarigione, di cui tutti siamo naturalmente dotate,  ma che abbiamo inibito, spesso per ragioni culturali.  “Durante le sedute si viene  accompagnate in uno stato di consapevolezza corporea profonda, in cui i processi utili alla risoluzione di problemi  o  a superare i traumi o i disagi psicologici e i relativi disturbi psicosomatici,  diventano prontamente disponibili e potenziati: in un certo senso, l’ipnosi è un sorta di “enzima” che accelera la guarigione”, spiega Giacosa. Ecco spiegati anche i  tempi piuttosto veloci dell’ipnosi per ottenere  risultati: già dopo le prime due-tre sedute, che durano 45 minuti,  si notano dei miglioramenti, che vengono poi stabilizzati in circa  otto-dieci sedute totali, a cadenza settimanale o quindicinale. Unico neo:   affinché il trattamento sia efficace deve stabilirsi un rapporto di fiducia tra ipnotista e ipnotizzato. E, soprattutto, è fondamentale che la persona sia collaborante e motivata, profondamente desiderosa di lasciarsi andare alla trance ipnotica per cercare di superare il problema che la tormenta: in caso contrario, non solo l’ipnosi non dà risultati, ma  nemmeno si entra in trance.

CHE COSA SI PUO’ TRATTARE CON L’IPNOSI

Puoi controllare  l’ansia, gli attacchi di panico e le fobie.

Soffri di ansia generalizzata e dei relativi disturbi, come insonnia, palpitazioni, vertigini?  Con 8-15  sedute ipnotiche puoi ritrovare la serenità e la capacità di affrontare le situazioni senza angosce paralizzanti. In estrema sintesi, con l’ipnosi il terapeuta riesce ad andare oltre la tua mente critica e a “parlare” con la tua mente sub-cosciente, la sede delle ansie e delle fobie, per riprogrammarla  e indirizzarla verso comportamenti e atteggiamenti positivi. “La psicoterapia ipnotica è utile per tutte le nevrosi d’ansia, soprattutto per quelle di tipo sociale, come la paura di parlare in pubblico, e in quelle fobiche, come claustrofobia e agorafobia, perché rinforza l’io, rendendoti consapevole delle tue capacità”,  spiega Giacosa.   Buoni risultati si possono ottenere anche negli attacchi di panico. “Con un paio di  sedute in trance guidate dal terapeuta puoi  apprendere tecniche di autoipnosi che utilizzerai al bisogno, per bloccare sul nascere eventuali attacchi,  e poi proseguire nella terapia per rimuovere  le cause che scatenano il panico”, chiarisce l’esperta.curarsi con ipnosi

Puoi superare le new addictions.

La cyberdipendenza induce a trascorrere fino a 16/18 ore online al giorno. L’exercise addiction, l’allenamento ossessivo, scatena veri e propri sintomi d’astinenza dopo 24-36 ore di mancata pratica dell’attività sportiva. Lo shopping compulsivo rende incapaci di dominare l’impulso all’acquisto senza soluzione di continuità. Sono solo alcune tra le più diffuse new addictions, che possono essere superate efficacemente con una quindicina circa di sedute di ipnoterapia. “L’ipnosi  può aiutare  a ricostruire una buona base per l’autostima e a recuperare la parte emotiva negata che spesso è alla base dei comportamenti compulsivi”, spiega Giacosa. In sostanza, sotto ipnosi imparerai a  spostare l’attenzione dallo smartphone, o dall’acquistare compulsivamente o dall’ossessione per la forma fisica,  ad altre attività gratificanti e  non nocive, come le passeggiate, un buon massaggio, il contatto con animali domestici, le uscite con gli amici.

Per controllare il dolore.

Con cinque sedute in media, l’ipnosi ti insegna a controllare il dolore cronico (ne modifica, riducendola, la percezione), aiutando così a ridurre i farmaci e risultando efficace, per esempio, nella dismenorrea (dolori mestruali), nella cefalea  tensiva e nei dolori muscolo-scheletrici, come le fibromialgie. Se sei intollerante agli anestetici, puoi ricorrere all’autoipnosi anche per sedare il dolore acuto,  per esempio durante cure odontoiatriche o  sedute  di medicina estetica, come le iniezioni di botulino  o i trattamenti laser.curarsi con ipnosi

Per trattare alcuni problemi dermatologici.

Con 2-3 sedute d’ipnosi puoi far scomparire definitivamente le verruche, mentre con qualche seduta in più puoi migliorare o controllare meglio l’acne e i  sintomi di  malattie della pelle con un’importante componente psicosomatica, come il Lichen ruber planus (che interessa anche le mucose), la dermatite atopica, l’orticaria e il prurito senza precise cause. “Sempre con l’ipnosi puoi ottenere anche lunghi periodi di scomparsa delle chiazze tipiche della  psoriasi”, conclude Giacosa.

Autoipnosi SOS

Durante le sedute (ne bastano 1 o 2), ti verrà insegnata anche la tecnica dell’autoipnosi: in stato d’ipnosi, scegli una tua “ancora”, che è in genere un gesto particolare (un movimento del polso o il pugno che si chiude). Dopo, ti basterà ripetere  questo gesto per ricreare  in qualsiasi momento lo desideri lo stato di rilassamento e concentrazione profondi indotti dalla trance vigile: per esempio durante un colloquio di lavoro, per apparire al meglio delle tue possibilità, o per non sentire dolore, o per comportarti virtuosamente  a tavola.

Qualche indirizzo di riferimento utile.

Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi/Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica, Milano,  www.amisi.it;  Centro italiano di ipnosi clinica e sperimentale “Istituto Franco Granone”, Torino, www.ciics.it; Società italiana ipnosi, Roma, www.societaipnosi.it; Milton H. Erickson Institute, Torino, www.ericksoninstitute.it.

Disclaimer  

Le informazioni riportate rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il  parere medico. E’ sempre bene affidarsi ai   consigli del proprio medico curante o di uno specialista.

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