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Alla scoperta dei cosmetici green ed ecofriendly in 9 punti

Alla scoperta dei cosmetici green ed ecofriendly in 9 punti

cosmetici green ecofriendly e solidali

Fiori inebrianti, frutti succosi, semi preziosi, erbe e piante rigogliose: il beauty case 3.0 assomiglia a una fiabesca foresta incantata. Ma come tutte le favole, talvolta ci parla con un linguaggio ambiguo o pone piccoli o grandi tranelli, come il greenwashing,  i claim fuorvianti che permettono, a rigor di legge europea, che anche un cosmetico in grande parte chimico e pure con ingredienti non biodegradabili possa riportare l’etichetta “con estratti naturali”. Come riconoscere allora un buon  prodotto very green e rendere la tua skinroutine più sostenibile? Abbiamo preparato una guida, che ti aiuterà a fare piccole scelte eco-consapevoli per incamminarti pian piano, ma  con più scioltezza,  nel fantastico mondo dei cosmetici clean.cosmetici green ecofriendly e solidali

  1. I plus della green chemistry, la chimica buona. Abbasso il fanatismo, evviva l’inclusione. Declinato in termini clean significa che i cosmetici ovviamente non debbano contenere sostanze potenzialmente nocive, come i petrolati, e includere solo ingredienti della green chemistry, “chimica buona”. Quindi ingredienti naturali in preponderanza, certo, ma anche molecole di sintesi eco-dermocompatibili, come i peptidi antiage di nuovissima generazione o il sodio benzoato, un  conservante eco.
  2. Tutti pazzi per i refillable. Il concetto è lampante: con i pack refill (l’opposto degli “usa e getta”, oggi out secondo la filosofia green) non solo fai la formichina (sì, ovvio, fanno risparmiare!), ma rendi complessivamente più sostenibile la tua beauty routine. Uno studio made in Italy ha stimato che utilizzare anche per sole 2 volte il sistema di ricarica (primo acquisto flacone completo, seguito da 2 acquisti del refill) si riduce in media di oltre il 50% i 19 parametri di impatto analizzati, incluso il  climate change(-47%).
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  3. Bio e “solo” naturale: le differenze ci sono. E si scoprono. E’ la prima domanda che una neofita si pone: qual è il gap  tra un buon cosmetico “solo” green e uno bio? In linea di massima: mentre  i prodotti clean  di qualità sono composti di circa il  97-99% di ingredienti naturali, quelli bio certificati non solo  contengono  almeno il  95% di materie prime vegetali, ma almeno il 70% di questi ingredienti è pure biologico. Come distingui questi ultimi? Dalla certificazione in etichetta: Natrue, Cosmos, Ecocert e poi CCPB e Icea sono alcune delle più diffuse.
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  4. V come vegan (friendly). Da fenomeno di nicchia, il vegan style ormai impazza, soprattutto tra le Millennials e le Gen Z. Non fanno eccezione i cosmetici, che sempre più spesso si propongono come totalmente privi di ingredienti di origine o derivazione animale, riportando loghi ad hoc. I più diffusi sono “V” con il girasole stilizzato in verde e  VeganOK. Se però vuoi assicurarti che il tuo cosmetico vegan abbia anche un buon profilo green  (possono non coincidere), controlla in etichetta che vanti almeno il 97-99%  di ingredienti vegetali o che abbia anche la certificazione bio (vedi al punto 3).
  1. Naked (solido) è meglio. E’ al top delle tendenze clean e la più in linea con il concetto di zero waste, zero rifiuti: proporre in panetti solidi non solo i classici detergenti viso e corpo (le saponette, per intenderci), ma anche shampoo e balsami per capelli, deodoranti, creme, scrub, tonici, profumi e persino le maschere e  i  dentifrici. Meglio se, ovviamente, sono anche naked, senza alcun involucro.
  2.  Il nuovo mantra: sì al riciclo. La sostenibilità del tuo cosmetico è garantita anche dai pack good for Planet. Lode dunque a quelli riciclati e riciclabili, come vetro, alluminio, carta, e il meno spessi e ingombranti possibili. Approvata, in seconda battuta, anche la plastica, ma a patto che arrivi da un percorso ultra-virtuoso, per esempio dal riciclo di plastiche raccolte lungo le spiagge o negli oceani.cosmetici ecofriendly e green
  3. Formule gourmand, tutte da gustare. L’equazione è lampante: ciò che ci nutre, fa bene anche a pelle, unghie e capelli. È, in estrema sintesi, il concetto della beauty gastronomy, che pone al cuore delle formule cosmetiche diversi superfood, come mirtilli e papaya, ma anche alimenti e bevande golosi ed eccitanti, come burro, cacao, caffè. All’interno di questo variegato universo dei cosmetici food like, spicca l’agribeauty. Vale a dire: potenti  antiox estratti dalle  bucce e dagli scarti di frutta e verdura. Il top dell’upcycling (dell’economia circolare) a salvaguardia delle risorse ambientali.
  4. Perché i multitasking sono una manna dal cielo. È una domanda, ma anche una risposta, insomma un palindromo. Nel senso che le formule ibride, come i make-care, come i fondotinta con ingredienti idratanti e antiage, ma anche le 2 in 1, tipo gli scrub che sono pure maschere, le creme viso che sono anche primer, riducono  gli sprechi e l’impatto ambientale della tua beauty routine (meno pack=meno rifiuti). Oltretutto, semplificando i gesti beauty, sono in perfetta aderenza alla filosofia skinimalista, che riduce anche il rischio di sensibilizzazioni e irritazioni della tua pelle.cosmetici ecofriendly e green
  5. Scegli le formule waterloss. E’ una delle tendenze più forti della bellezza sostenibile: abbattere gli sprechi del preziosissimo oro blu puntando su formule waterloss, dove l’acqua, che solitamente è preponderante, viene sostituita da liquidi di riciclo (estratti dalla frutta, come mela e melograno per esempio) o addirittura azzerata. Il che, soprattutto in quest’ultimo caso, è un ulteriore vantaggio anche per la tua pelle, perché queste formule abbattono il bisogno di includere conservanti (è l’acqua che ne favorisce la proliferazione), che non sono sempre ben visti. Morale:  waterloss è (anche) più safe!
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  6. No alla plastica. Il nuovo eco-beauty comandamento è: via la plastica. In primis dalla formula. Ma le microplastiche sono state bandite a norma di legge solo negli scrub e nei detergenti a risciacquo. Occhio dunque all’etichetta per gli altri prodotti, in particolare per i make up. Last but not least, via la plastica dai pack. Per questo le aziende cosmetiche più impegnate nel rispetto dell’ambiente hanno trovato (e sono alla continua ricerca) di bioplastiche pioneristiche derivate da materiali organici, con teste di serie, tra gli altri, il mais, il riso, gli scarti del legno.
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